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Leggere, che Bellezza

Avete presente l’espressione “divorare un libro”? Conoscete quel rapimento che tiene incollati ad una storia nelle ore piccole della notte? Quando, incuranti delle proteste di chi vi dorme accanto (“spegni la luce, ti prego”), deliziati e torturati dall’assottigliarsi del tempo che vi separa dall’inesorabile squillo della sveglia, vi ripetete per l’ennesima volta una promessa che non manterrete: ancora una pagina e poi basta.
Ecco, voi che la notte leggete, voi che mancate la fermata della metro immersi nella lettura, voi che lasciate attaccare il risotto per sapere se lui (finalmente) la bacerà, voi non siete un popolo di pazzi, ma di rivoluzionari. Perché, in questo tempo dove tutto sembra inesorabilmente andare a rotoli, l’unica via d’uscita è l’immaginazione. Allenare l’immaginazione non significa fuggire nel mondo della fantasia, ma formarsi un punto di vista alternativo, coltivare il senso della possibilità e del cambiamento. Costruire visioni di vita.
E, credeteci, leggere non è meno creativo di scrivere: se lo scrittore è madre di un libro, il lettore ne è il padre. Un libro senza lettori è una cosa morta, inerte. È il lettore a farlo accadere: in quel modo unico e irripetibile che si alimenta della specifica fantasia di chi legge. Un libro non accade mai nello stesso modo due volte, neppure se a leggerlo è, in momenti diversi, la stessa persona.
E non importa se leggete per svago o impegno, se vi appassionate di un giallaccio o di un romanzo di Tolstoy, ugualmente state usando il muscolo dell’immaginazione, state esplorando “vite che non sono la mia”. State nutrendo il senso delle alternative. Perché, davvero: leggere è un fatto alimentare.
Così nasce “Leggere che Bellezza”. Un contenitore di eventi, incontri con gli scrittori, chiacchiere e backstage dei libri e, anche, uno spazio permanente, per chi i libri li divora, ma anche per chi vuole assaggiarne giusto una forchettata.
Cominciamo mercoledì 15 febbraio,in collaborazione con la libreria “Il mio Libro” di Cristina Di Canio, incontrando Paolo Roversi, nella palestra del Bellezza, dove Luchino Visconti ha ambientato Rocco e i suoi fratelli. Scopriremo con lui tutto (tranne il finale) del suo ultimo giallo, ambientato all’ombra della Madonnina. Il primo marzo chiacchiereremo con Gianni Biondillo sull’Incanto delle Sirene. Il 15 marzo sarà la volta di Paolo Cognetti con Otto Montagne.
Per la primavera stiamo preparando un ricchissimo menù di libri e incontri. E, questa volta, imbandiremo anche la tavola: “Un libro nel piatto” sarà l’occasione per cenare gomito a gomito con i grandi scrittori italiani e, tra un piatto di affettati e una cotoletta alla milanese, ascoltare le pagine più belle dei libri che abbiamo amato, oltre che aneddoti, storie di infanzia e inciampi dalla viva voce di chi abbiamo conosciuto solo tra le pagine.
Intanto è già attivo il book crossing. In qualunque momento potete venire a portare quei libri che a casa prendono polvere, quelli che avete già letto e non vi sono piaciuti (de gustibus!), quelli che vi hanno regalato due volte, quelli che vi ricordano qualcuno che non volete ricordare. Insomma: per ogni libro dimenticato in un angolo c’è, da qualche parte, un lettore in attesa di incontrarlo. Portateci dunque quei libri (potete lasciarli al bar a qualunque ora del giorno e della notte) e attingete con libertà a quelli che altri hanno lasciato.
A breve vi daremo anche i dettagli del gruppo di lettura in partenza e dei laboratori che cominceranno dopo l’estate per chi ha voglia di scrivere, non è sicurissimo di saperlo fare, ma ha voglia di regalare per Natale, a parenti e amici, una storia scritta di proprio pugno.
Leggete! Leggete! Leggete! O, quantomeno, non incazzatevi se uno con la faccia dentro ad un libro vi rotola addosso ad una frenata improvvisa del tram.